Cosa fare se un’azienda non paga

In questi ultimi anni, è sempre più frequente il fenomeno delle aziende che non pagano gli stipendi ai propri dipendenti.

Le cause possono essere molteplici (tipo la crisi) ma di certo non vanno sottovalutate. Specialmente se siete voi le vittime, risulta fondamentale indagare e comprendere al meglio in che modo comportarsi.

C’è chi Scarica Report Azienda per poter sapere qualche informazione in più, come ad esempio il livello di affidabilità e di solidità dell’impresa. Ma nei casi più estremi, c’è anche chi decide di punto in bianco di dare le dimissioni, in particolar modo se l’inadempienza dura già da un po’ di tempo.

Azienda che non paga cosa fare

Cosa bisogna fare a livello pratico se un’azienda non paga?

Prima di agire in maniera istintiva, bisogna tenere a mente alcuni fattori, utili alla vostra salvaguardia. Così facendo, non dovrete necessariamente ricorrere a un avvocato (che come potete ben immaginare, ha un suo costo).

Invio di un sollecito

In primis, vi consigliamo di fare un sollecito al datore. Potete farlo tramite email, oppure inviandogli proprio una lettera. 

Sul web ci sono vari fac-simile di questa tipologia di documenti, noto come messa in mora. Non c’è bisogno di coinvolgere terzi, sarà sufficiente la vostra firma.

Tentativo di conciliazione

Nel momento in cui non doveste avere alcun tipo di riscontro, allora potreste benissimo pensare di procedere con un tentativo di conciliazione

A tal proposito, vi basterà recarsi presso uno degli sportelli della Direzione Territoriale del Lavoro (DTL). Qui vi faranno compilare un apposito modello prestampato e si tratta di una procedura del tutto gratuita.

Pertanto, il datore dell’azienda riceverà un avviso con l’invito a un’udienza, volta al raggiungimento di un accordo.  

Conciliazione monocratica

Successivamente a quella facoltativa, troviamo la conciliazione monocratica.

Anch’essa bisogna richiederla presso la Direzione Territoriale del Lavoro. Ma a questo punto ci si chiede: cosa cambia rispetto all’altra? 

In questo caso, quando la conciliazione fallisce, gli ispettori del lavoro hanno il diritto di presentarsi presso la sede del datore di lavoro. Il loro scopo sarà quello di appurare che egli non abbia in alcuna maniera violato norme sul lavoro e sui contributi.

Se ciò dovesse accadere, allora partiranno delle serie sanzioni a suo carico.

Ricorso per decreto ingiuntivo

Cosa succede se entrambi i tentativi non vanno a buon fine?

Il dipendente dovrà optare per fare una causa, rivolgendosi a un avvocato. Pertanto, egli farà un ricorso per decreto ingiuntivo (se si ha una busta paga non quietanzata). 

Nel giro di qualche mese, entrambe le parti riceveranno la chiamata per presenziare davanti al giudice. Di conseguenza, otterrete un ordine di pagamento a vostro favore. Il capo dell’azienda avrà dinanzi a sé più alternative, ovvero:

  • Effettuare il pagamento (entro i 40 giorni)
  • Fare opposizione alla sentenza 
  • Non saldare la somma e fronteggiare un’esecuzione forzata 

Dimissioni per giusta causa

Se l’inadempienza dura ormai da diversi mesi, il lavoratore ha tranquillamente il diritto di consegnare le dimissioni per giusta causa. 

Non sarà nemmeno necessario fare un preavviso ma basterà dare la lettera al datore, precisando la causale. Potrete dunque usufruire dell’indennità di disoccupazione, da parte dell’INPS.

Chiedere fallimento 

Infine, se l’azienda non paga, un’altra delle azioni possibili da mettere in pratica è la richiesta di fallimento del datore.Dunque il Fondo di Garanzia sarà tenuto a versare gli ultimi tre stipendi e la liquidazione (il trattamento di fine rapporto, TFR), nel giro di alcuni, mesi. Per la parte restante invece, è probabile che bisognerà attendere un po’ più di tempo.  Anzi purtroppo, ci sono delle situazioni in cui non si ha modo di ricevere il saldo al 100% (es: azienda priva di attività da parecchio).

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